Chiesa di SAN PIETRO – il DUOMO

a cura di Pina Oliveti

EsternoEntrando in chiesa, specialmente al mattino, la luce ,che attraversa le finestre ad arco a tutto sesto, crea dei sapienti giochi di luminosità che non è mai abbagliante, e che rivela un bianco candido degli stucchi su un celeste “antico”, che modella ulteriormente le volute e le foglie dei capitelli. Questa luce si espande nelle navate e crea dei suggestivi effetti visivi, che riempiono l’anima, e lo spirito si eleva, cosi come l’intera chiesa sembra librarsi nell’aria.

L’interno della chiesa decorata in stucco dai fratelli Alfonso e Antonio Pallone da Miglierina (Cz), in un arco di tempo che va dal 1897 al 1906, rispecchia i canoni del Barocco, stupore, meraviglia decorazioni sovraccariche.

La navata centrale è delimitata da colonne con capitelli compositi, addossate a pilastri voluminosi che sostengono degli archi a tutto sesto, decorati all’interno, che poggiano su basi rivestite in marmo bordiglio, dal tipico colore grigio-azzurro. Sul fondo della navata si apre un enorme arco a tutto sesto rialzato, rispetto al pavimento da tre ordini di gradini , qui l’altare maggiore . A tre ordini di altezza la mensa al centro il ciborio ornato da quattro piccole colonne che sostengono la trabeazione che, termina con una balaustra a colonnine. Poste su piedritti alti su vari livelli, si elevano in alto due coppie di colonne con capitelli compositi che sostengono una trabeazione movimentata, a piu cornici riccamente decorata. Al centro in una nicchia dorata, decorata da tessere musive, la statua di San Pietro.

In alto al centro della trabeazione un grande medaglione a rilievo con al centro i simboli del potere papale. Tutto l’altare è decorato con gruppi di angeli, ghirlande di fiori e motivi vegetali.

Sui lati due statue a tutto tondo raffiguranti la Fede e la Maternità, sostengono simbolicamente e anche visivamente l’intera struttura dell’altare.

Sui lati del presbiterio dei stalli in legno ,sormontati da due tele incorniciati da rilievi in stucco raffiguranti a sinistra: “Cristo con San Pietro nella pesca miracolosa” mentre sulla destra: “Il miracolo di San Pietro” realizzate dal pittore cosentino Enrico Salfi.

Sul lato opposto all’altare maggiore si trova la cantoria sorretta da due colonne con capitello composito e da un parapetto completamente decorato da bellissimi stucchi. Qui si trova un organo a canne, la parete è decorata con un finto arco rifinito a motivi floreali chiuso con una chiave su cui due angeli in volo sostengono un medaglione che riporta scritta la data 1899.

Le navate laterali, coperte con volte a “crociera”, decorate sui lati con vari altari: la navata di sinistra ospita la cappella del Sacro Cuore, con relativo altare contornato da stalli in legno intarsiati e sormontato da tele raffiguranti”L’ultima cena” e “ Scene dalla Bibbia”, incorniciate da splendidi stucchi a motivi vegetali. Nella navata di destra è collocata la cappella dedicata a “Immacolata Concezione”, con uno splendido altare in stile barocco , policromo, con motivi floreali a pendant: i vasi di fiori sulla trabeazione, sugli stalli altre due tele raffiguranti “Adorazione dei Magi” e l’”Adorazione dei pastori” attribuibili al Salfi.

La datazione esatta della chiesa, non è certa anche se la campana, scampata al terremoto del 1638 è datata 1333. Possiamo affermare che la costruzione della chiesa possa risalire a questa data.

È situata nel Rione Tozzu, dal latino”totus- tota- totum”, che significa “tutto”; infatti è situata sul punto più alto della collina.

“La chiesa crollò il 27 marzo 1638 verso le ore 21 o 22 della sera, era il sabato delle Palme” cosi riportava la notizia del terremoto a Rogliano, Tommaso Morelli, nella “Descrizione topografica della città di Rogliano” (Guttemberg, Napoli ,1844).

Le lapidi poste sul muro esterno, sul lato della navata di sinistra, ricordano questo funesto evento, la ricostruzione e i morti del terremoto.

 

Il portale, gioiello degli scalpellini roglianesi.

PortaleLa facciata di monumentale bellezza è dominata dal portale principale si apre su una comoda scalinata e si articola su due corpi separati da un cornicione con paraste aggettanti. Il primo livello è formato da tre spazi scandito ritmicamente da coppie di paraste aggettanti rudentate che poggiano su alti “plinti”. In questi spazi delimitati dalle paraste si aprono tre portali.

Il portale centrale, datato 1717, è attribuito al maestro Niccolò Ricciulli.

Si tratta di un arco a tutto sesto chiuso con una chiave di volta che raffigura un aquila romana a due teste coronata, l’arco delimitato da paraste aggettanti in triplice fascia, che poggiano su corposi plinti decorati con foglie d’acanto in miniatura. I plinti articolati su piani diversi, danno movimento alla trabeazione, che si spinge equilibrata e leggera verso l’alto. Le paraste finiscono in alto con capitelli compositi ed in basso le lesene, quelle poco sporgenti, con una zampa di leone (elemento nuovo, di forte impatto simbolico). Le paraste rudentate sono scanalate a “canna di fucile” su tutta la superficie verticale.

La trabeazione, anch’essa a triplice fascia, è corredata da elementi grotteschi e testine alate, mentre sui lati foglie d’acanto e puttini alati sostengono una cimasa su cui appare un ‘iscrizione in latino: “coelorum claves tradam tibi Petrus aedem et petram super hanc aedificabo meam 1717”( Pietro ti darò le chiavi dei cieli e su questa pietra edificherò la mia casa) .

Il timpano spezzato (cardine architettonico di questo periodo) con più cornici, contiene due angeli alati che sostengono il simbolo della chiesa. Le chiavi del regno dei cieli e la papalina legata a Pietro primo papa della chiesa di Roma. Da notare le figure degli angeli plasticamente scolpite, sono di una raffinatezza sorprendente!

Gli altri due portali laterali, ripropongono lo stesso disegno architettonico, ma nella trabeazione ed esattamente nel timpano spezzato, compaiono due leoni che sostengono un medaglione decorato con foglie d’acanto, al cui interno è rappresentata la simbologia del bene che vince sul male compare : un serpente schiacciato da una mezza luna e da un sole (portale di destra), simboli legati alla figura dell’Immacolata Concezione di Maria. Sul portale di sinistra i leoni sorreggono un medaglione al cui interno compare un ostensorio, simbolo della fede di un intera comunità e della stessa chiesa. I portali laterali sono sormontati da due nicchie rettangolari vuote rifinite da due ordini di cornici. Dovevano forse contenere qualche effige di santo, o erano solo un completamento architettonico, che richiama altri portali di questo periodo, non siamo certi della loro funzione anche se danno comunque un ‘idea nel complesso architettonico, completa .

Il secondo livello della facciata che richiama l’altezza della navata principale, termina con una balaustra detta a “giorno” e con due nicchie che contengono la statua di un soldato romano e la statua di San Agostino. Al centro sostenuto da angeli in volo, sopra un finestrone circolare, lo stemma papale.

 

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