Interno

Soffitto - Particolare del soffittoL’opera d’arte meravigliosa e preziosa di questa chiesa è il soffitto in cui “lo sguardo si perde e lo spirito si esalta…”, parole non di un poeta ma di mio nonno Carmine,  che da bambina mi portava ogni 2 luglio alla festa della Madonna delle Grazie.

Il soffitto ligneo, decorato in oro, e il pulpito furono opera del maestro Niccolò Altomare, sono risalenti all’anno 1724. Su un fondo celeste antico, sono sistemate delle forme di legno, come in un prezioso mosaico, intagliate minuziosamente, sistemate a formare un disegno concentrico che sembra mosso da una forza incomprensibile che si ferma al centro del mosaico. Qui l’immagine della Madonna con il Bambino, racchiusa  in un’aureola a forma ellittica, contornata da testine di angelo e da tessere a forma ellittica intarsiate e dipinte all’interno con motivo fitomorfo e oro zecchino, ferma questo movimento concentrico esaltandone l’equilibrio e la dinamicità. L’occhio si ferma al centro del mosaico ammirato ed estasiato da tale bellezza. La luce facendo brillare i decori in oro zecchino ne accresce la magnificenza e lo sguardo si posa sapientemente sull’altare, altra meraviglia della scuola roglianese. Tutto il disegno del soffitto è superbamente incorniciato da una imponente cornice intagliata a foglie che contiene una modanatura a cassettoni colorati in celeste dove sono posti dei girasoli, intervallati da foglie d’acanto in miniatura.

Affreschi - Maria è presentata al TempioSotto il soffitto luccicante, racchiusi in medaglioni, gli affreschi raffigurano scene dell’Antico Testamento. Le cornici dipinte, sono uguali a quelle fatte in legno, di forma ellittica e chiuse nel punto di maggior ampiezza da chiavi raffiguranti foglie con al centro un piccolo girasole, di color oro zecchino. Gli affreschi hanno colori e gradazioni del marrone- tortora e raffigurano in ordine cronologico da destra verso sinistra i seguenti temi: La natività di Maria, Sant’Anna presenta Maria al tempio, L’Annunciazione, Visita di Maria a Sant’Elisabetta, Presentazione di Gesù al tempio nelle braccia del profeta Simeone, L’assunzione al cielo di Maria, Maria in cielo contornata dagli angeli sul tempio.

Questa lettura a sequenze della vita della Madonna rende unica questa chiesa, rispetto alle altre presenti a Rogliano e ne sottolinea l’importanza religiosa e artistica, che una intera comunità ha voluto dedicare tramite i suoi “grandi” artisti alla Madonna e alla sua vita.

Altare LigneoLa chiesa è ad un’unica navata, appena si entra lo sguardo del visitatore si volge al soffitto e poi sull’altare. Splendido e delicato, architettonicamente plasmato in forme e spazio che ne equilibrano il disegno. L’altare in legno (noce) posto su un piano rialzato da tre gradini, si sviluppa in due ordini d’altezza i piani della mensa, riflettono e riportano lo stesso colore celeste del soffitto, qui le decorazioni finemente intagliate riproducono,  fiori, piante e figure a grottesche. I piedritti su cui poggiano le colonne sono due di cui uno molto sporgente, anche sull’altro lato, decorato con una figura a grottesca circondata da foglie e rami. Gli altri piedritti sono posti a filo della parete e su di essi si alza una lesena che contiene delle edicole o piccole nicchie, con in alto delle conchiglie intarsiate ed in basso sono sorrette da una mensola con voluta intarsiata. Probabilmente contenevano dei simulacri stilizzati in bronzo, a forma di candelieri o delle statuine. Le colonne poste sui piedritti sporgenti sono rotonde, sembrano fuoriuscire dalla parete, intarsiate con foglie, frutti e rami intrecciati, culminano in alto con un capitello composito finemente decorato.

Lesene e colonne si spingono a sostenere una trabeazione sontuosa a più cornici e a modanature, con il timpano spezzato, molto più plastico ,rispetto a quello in pietra, che contiene all’interno un enorme medaglione, la cui cornice decorata con foglie e corpi di angeli, si congiunge al soffitto, culmina con una testina alata, dando l’idea di continuità e movimento. La cornice della trabeazione, nella parte sottostante è tutta intagliata a cassettoni,  di dimensioni ridotte che contengono un girasole immerso nel colore celeste e intervallato da foglie d’acanto sporgenti, che sembrano sostenere la cornice; la modanatura della cornice è intagliata minuziosamente e riporta lo stesso disegno delle tessere del soffitto, manca la tela.

Al centro dell’altare, non c’è nessuna tela, ma una nicchia che contiene l’icona della Madonna con Bambino,gli anziani raccontano che durante un’ora della mattina al sorgere del sole il viso di questa Madonna si illumina, effetto scenografico degli artisti Roglianesi che avevano lasciato nella parete una feritoia che si collegava con l’esterno e dalla quale filtrava la luce del sole. Un effetto speciale del XVII secolo.

Anche il paliotto sotto la mensa dell’altare è privo di decorazioni o di una tela. Ai lati dell’altare dovevano trovarsi gli stalli del coro tutti in legno decorati, oggi si possono “ammirare” ammucchiati su un lato della navata. Il pulpito sul lato sinistro dell’altare sembra un diadema sospeso nello spazio della navata. L’intaglio è minuzioso e raffinato foglie, fiori, girasoli e agli angoli delle conchiglie stilizzate. Al centro di questo meraviglioso rettangolo una cornice ottagonale racchiude uno stemma, in cui sono visibili i cinque colli  dove sorge Rogliano, sormontati da una ‘M’ stilizzata e sovrastata da una corona che fuoriesce dal pannello. Sembra dire “Madonna delle Grazie regna e protegge la sua Rogliano”.
Particolare delle cornici ligneeL’altare di sinistra è di una bellezza mozzafiato, dedicato a Sant’Antonio,attualmente esiste solo la parte superiore, manca la mensa, presenta delle colonne tortili stilizzate che racchiudono la pala centrale la cui profondità è data da delle cornici monumentali decorate da intrecci di rami e foglie, mentre le modanature riproducono un intreccio fitomorfo di foglie. L’idea suggestiva  che ci hanno regalato gli artisti è quella si guardare  attraverso una finestra, aperta anche il chiaro scuro e la prospettiva aiutano l’immaginazione! le decorazioni raffinate e maestose sono tutte colorate in oro zecchino, che il tempo ha reso più scuro.

Sul pavimento (a destra) quando si entra si nota una pietra sepolcrale che porta la seguente epigrafe dove le lettere tra parentesi sono state ricostruite dal prof. Sottile .

Pietra sepolcrale

Hic IACENTCINERES
V.I.D. IOANIS T (O) M (A) E

DE SIC(ILIA)

(A) ETATIS SU (AE) ANNORUM

                                                                                   TR (ICIN) TA (OBIIT)

 (Qui giacciono le ceneri dell’illustre uomo signor Giovanni Tommaso Sicilia, morto all’età di 30 anni).

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