Chiesa di Santa Maria delle Grazie – Il Capolavoro Abbandonato

a cura di Pina Oliveti

Portale con impalcaturaLa chiesa sorge in località “Camino o Camina” che prende il nome da un piccolo corso d’acqua che vi scorre. Costruita nel 1611, sorge sulle rovine della chiesa di Santa Sofia, secondo quando attesta Tommaso Morelli, sul cui altare fu trovato un pezzo di marmo con l’iscrizione “Bret”.

L’opera è una stupenda fotografia del barocco, immersa in un luogo periferico, che volge lo sguardo verso la vallata dove scorre impetuoso il Savuto, immersa nella flora tipica mediterranea, dal verde intenso; qui lo spirito del visitatore, libero da ogni giogo, guardando verso la vallata si libra in aria estasiato, dalla bellezza della natura mentre la staticità della statua della Madonna delle Grazie e della sua meravigliosa chiesa , ne quieta l’anima e ne  rafforza la fede.

Anche se oggi l’immagine della chiesa non è delle migliori, causa un restauro mai iniziato e mai terminato, l’interno è in un profondo stato di degrado e di abbandono. Un intenso senso di rabbia mi coglie!  La navata è un “ammuchiare” disordinato e sparso di suppellettili. Quelli che erano i pannelli di legno che componevano il coro ligneo sono qua e là ammucchiati senza senso, senza nessuna logica. Sembra un locale adibito a deposito, mentre la bellezza e la fastosità dell’altare appaiono spenti, opachi  per la polvere e  lo sporco che regnano sovrani. La sagrestia sul lato sinistro della navata è in parte crollata. Il meraviglioso pulpito in legno intagliato, sul quale qualche novello Raffaello ha cercato di riprodurre le volute e i decori con un pennello, sta lì ricoperto di polvere. Che peccato! Come non accorgersi di cosi tanto imbruttimento! Come non denunciare un così grave stato di negligenza!

Mi chiedo come possa questo pezzo di storia, quest’opera d’arte, marcire nel più profondo abbandono! Come si possa arrivare in questa chiesa (una volta l’anno) in processione per poi chiudere gli occhi e turarsi il naso di fronte a cosi tanto degrado! Infatti Rogliano si ricorda della Madonna delle Grazie solo il 2 luglio, in cui intensa e calorosa è la partecipazione dei fedeli alla novena.Situazione all'interno della Chiesa (4)

Ecco attraverso questa rubrica  posso denunciare lo stato delle cose, se non altro per le generazioni future, che studieranno queste forme d’arte, perché la mia generazione non è stata capace, le ha ignorate e sostanzialmente nemmeno le ha guardate! Che peccato! E pensare che se Rogliano si trovasse nel centro dell’Emilia o della Toscana sarebbe un Borgo d’Arte! Che peccato!

Ancora una volta questa  “morta terra dove l’arte non abita più, cacciata  dalla sazietà, dal disgusto e dall’incomprensione….” per citare Proust, dimentica e seppellisce le sue bellezze o se ne ricorda quando il tempo ha ormai rovinato questi capolavori, quando è troppo tardi per intervenire. Mi auguro come cittadina e appassionata del mio paese che gli interventi di restauro futuri siano veri e solleciti, dettati  da un’attenzione particolare  al valore che queste opere d’arte possono dare all’intera comunità e alla storia dell’arte della intera Calabria. Attualmente un intervento di restauro si è arenato da molti anni e quel che ne resta è una impalcatura arrugginita.

Per facilitare la descrizione abbiamo diviso l’articolo in due parti.
ESTERNO
INTERNO

Le foto sono visibili qui

 

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