CHIESA DI SAN GIORGIO – MONUMENTO NAZIONALE

san giorgioa cura di Pina Oliveti

La chiesa di San Giorgio sorge nel rione Donnanni è il monumento più rappresentativo di Rogliano, in stile romanico-rinascimentale, fu costruita nel 1544 con tufi locali, sulle fondamenta di un edificio risalente al XI secolo. Costruita da maestranze locali e da un certo “mastro Geronimo”, il cui nome è scolpito all’interno della chiesa su una colonna, nel lato destro, con la sigla” Mr. HIERS.Cr.” probabile definizione di “Magister Hieronumos creavit”.

La pianta basilicale è ha tre navate divise da pilastri quadrangolari su cui poggiano archi a tutto sesto. La navata centrale ampia e luminosa culmina con un arco monumentale rifinito da una leggera scultura detta a “catena” di scuola roglianese. Sulla facciata principale troviamo un arco in tufo scolpito con una delicata trabeazione sulla quale sono scolpiti dei decori detti a “catena”che compaiono sull’arco a tutto sesto del transetto interno della navata principale, e delle testine alate e angioletti che richiamano l’altare ligneo dell’interno. Sul portale una finestra a vetri è incorniciata da una analoga scultura in tufo che richiama il portale. Nell’antistante piazza di stile cinquecentesco, il tipico campanile o torre d’avvistamento di origine medievale.

Entrando in chiesa, la luce diffusa sapientemente mette in risalto la colorazione bianco – beige, dei pilastri e lo sguardo si perde nella magnificenza del colore legno – oro dell’altare, sul fondo della navata centrale. La bellezza dell’altare ligneo è da togliere il fiato, le abili mani degli scalpellini del legno hanno dato vita a disegni e volute uniche e meravigliose.

L’altare realizzato in legno di castagno, realizzato da Niccolò Altomare e datato 1724, è ricco di sculture e intagli, rifiniti in oro zecchino, le foglie d’acanto e i fiori di girasole (simbolo della scuola degli scalpellini di Rogliano), intagliati con cura, sembrano scossi da un vento impetuoso, che scuote le foglie rendendo tutta la struttura voluminosa e leggera allo sguardo. In realtà è una struttura a piramide molto robusta, costituita da vari pannelli più o meno intagliati, con colonne intarsiate che si sviluppano in altezza , insieme alle decorazioni e alle volute dei fiori e delle foglie, scaricando a terra il peso (e quindi il volume della struttura), che risulta cosi equilibrata e leggera, comi i rami di un albero. Si tratta di una struttura elaborata e architettonicamente perfetta.

Sulla mensa tre ordini di gradini ornati con foglie e volute; al centro il ciborio sormontato da un tronetto, scolpito con testine di angeli alati e da corpose volute poste a forma di corona intorno al sole, simbolo dell’Eucarestia. La pala, sorretta da colonne con capitelli compositi intarsiate di fogli e fiori decorati in oro, contiene una tela in olio che raffigura “San Pietro e i Santi”, opere realizzata da Giuseppe Cavalieri e datata1818.

La trabeazione, costituita da varie cornici, angioletti, testine alate e motivi floreali, conclude la sua ascesa verticale con una favolosa cimosa racchiusa in un timpano spezzato ( motivo architettonico ricorrente della scuola degli scalpellini roglianesi), con foglie intarsiate che racchiudono un dipinto ovale dello stesso autore, olio su tela, che raffigura “ Il Padre Eterno benedicente”. A chiusura foglie d’acanto e il caratteristico fiore pendulo, firma della scuola roglianese. Ai lati della mensa due scrani in legno, con pannelli dipinti.

Nelle navate laterali, altre due inconfondibili opere degli “Scalpellini”, sono esattamente sulla sinistra l’altare di San Francesco , mentre nella navata destra l’altare della Madonna Immacolata opera di Niccolò Altomare , che riproducono in piccolo i canoni estetici della scuola d’intaglio.

La chiesa fu restaurata negli anni ’20 ( 1920 – 1922), per interessamento di Monsignor Alessandro Adami, parroco della chiesa. Fu rifatto il tetto che aveva numerose infiltrazioni d’acqua, tramite l’intervento della curia e di Papa BenedettoXV, ed in seguito del nuovo Papa Pio XI , la chiesa fu restaurata con uno splendido soffitto di legno detto a “cassettoni” per richiamare gli arredi lignei presenti all’interno. Una lapide di marmo posta nella chiesa ne ricorda l’avvenimento, cosi come un’altra lapide espressamente commissionata da Monsignor Adami, per ricordare la fine del restauro della chiesa con il secentenario della morte di Dante Alighieri:

TE NOS REDDIDIMUS FORMAE

QUA PRISCA NITEBAS:

NOS CAELO REDDAS O DOMUS ALMA DEI

BENEDICTO XV PONTEFICE MAXIMO

THOMA TRUSSONI ARCHIEPISCO CONSENTINO

ALEXANDRO TEOLOGO ADAMI PRIMICERIO

ANTONIO PORRO FABRORUM MAGISTERO

POSTRIDIE ID.SEPT. A. D. MCMXXI

POST DANTEM MORTUM ANNO SEICENTESIMO.

******

NOI TI ABBIAMO RESTITUITO LA BELLEZZA PER LA QUALE TU RISPLENDEVI

NOI TI RENDIAMO GRAZIE AL CIELO, O ALMA CASA DI DIO.

PONTEFICE MASSIMO BENEDETTOXV, TOMMASO TRUSSONI

ARCIVESCOVO COSENTINO, ALESSANDRO TEOLOGO ADAMI

PRIMICERIO, ANTONIO PORRO MAESTRO DEGLI ARTIGIANI.

16 Settembre anno del Signore1921. Anno seicentesimo dalla morte di Dante.

3 commenti

  1. La chiesa di S. Giorgio è monumento nazionale, aveva la caratteristica torre campanaria staccata dalla chiesa, ma nel tempo sono state costruite case addossate alla torre che ne hanno rovinato la particolarità. Su questo magari è difficile intervenire. Quello che più mi indigna è la pavimentazione di fronte all’entrata, ci sono ben 3 diversi tipi di pavimentazione (pofido a cubetti, porfido a lastre e mattoncini di cemento). Ci sarebbe tanto da dire sulla pavimentazione di tutto il centro storico (o i centri storici) di Rogliano, usare il porfido del trentino e non recuperare e reintegrare la pietra di fiume (cuticchie) è stato un atto criminale, lo è ancor di più mantenere quella pavimentazione davanti al monumento più importante del paese.

  2. elena castellotti

    Che bella rubrica, grazie! E’ un modo per (ri)scoprire noi stessi, il nostro valore e tenerci lontano dalla lamentela che, ahimè, ci caratterizza!

  3. Filí solo sulla pavimentazione? ☺

Lascia un commento

Or

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *