Chiesa di San Domenico – Il Centro del Paese

a cura di Pina Oliveti

EDSC_0172 (Copia)dificata nel 1492, con annesso convento dei Padri domenicani, fu distrutta dal terremoto nel 1638 e ricostruita nel 1652. Il convento soppresso  agli inizi del 1800, divenne luogo di caserma e stanziamento delle truppe borboniche. Agli inizi del 1900 fu sede delle scuole elementari e in seguito, venne ristrutturata. Oggi la parte dell’edificio comprendente il convento è sede del Comune di Rogliano.

La chiesa si presenta sulla piazza con una facciata rettangolare, divisa da un’imponente cornicione, da dove riparte un parallelepipedo con una finestra  di forma ellittica, delimitata da due lesene con capitello dorico, da due nicchie o edicole vuote, a delimitare la figura geometrica altre due lesene. Sopra , un altro cornicione delimita ed incornicia  il tetto a capanna, con al centro una piccola nicchia, che contiene  una campanella. A terminare e a rendere equilibrata la facciata, sul lato sinistro il campanile, legato ai due edifici, intervallato da lesene e cornicioni a parete, la campana opera delle fonderie di Rogliano,

Il Portale                                                

PortaleLa chiesa sorge  su un innalzamento roccioso detto “ ù petrarizzu”. Ha fondamenta catacombali profonde e praticabili,tipica costruzione medioevale, che ospitava nelle fondazioni i defunti. Nella chiesa oggi sono visibili attraverso due nicchie sul pavimento dei loculi mortuari.
San Domenico sorge quindi elevata rispetto al piano stradale, una scala a due rampe apre sullo stupendo portale, che in alcuni punti sembra non rifinito, ma guardandolo con attenzione potremo considerare queste mancate rifiniture come un altro elemento evolutivo della scuola roglianese.
Si tratta di un arco a tutto sesto inquadrato, chiuso da una duplice chiave a forma di foglia d’acanto scolpita. L’arco sorretto da due paraste aggettanti molto alte, che finiscono con un capitello composito e ulteriormente si innalzano sopra la cimasa, sostenendo la  trabeazione. Le paraste rudentate poggiano su dei plinti con riquadrature scolpite a forma di rettangolo che danno un nuovo elemento di forma , alla scuola degli scalpellini. La linea di trabeazione dell’arco chiude poi , sulla parete, con una lesena che riporta le stesse riquadrature dei plinti ed una voluta che va assottigliandosi verso l’alto, fino a scomparire sotto il timpano spezzato. Il timpano ,spezzato, composto da più cornici scolpite con un motivo detto a “catena” sembra librarsi nell’aria, in alto  dando un senso di leggerezza alla maestosità della composizione. Al centro del timpano una edicola che riporta in proporzioni più piccole il disegno del portale, e sul timpano spezzato dell’edicola, al centro  vi è una croce, probabilmente l’edicola doveva contenere l’effige del Santo a cui è intitolata la chiesa.

Ai lati del portale in maniera simmetrica delle mensole scolpite in tufo sostengono la cornice di una finta finestra. Nelle lunette dell’arco due angeli scolpiti, posti” à pendant” dovevano sostenere un cartiglio che non compare, così come la cimasa che è priva di qualsiasi intaglio, e appare liscia. Particolare ed unica , per questo periodo è la modanatura , posta sotto la cornice “ a catena”, che propone delle foglie e fiori  con motivi traforati, unici in questo genere di scultura.

Non conosciamo l’autore del portale, ma la scuola è quella degli Scalpellini di Rogliano, certo è che in ogni periodo , appare un nuovo elemento a dimostrazione dell’evoluzione artistica della scuola. Si potrebbe pensare che in questa ricostruzione , ci sia stato un lavoro di gruppo , ecco perché manca il nome dell’artista, e il perché dei vari elementi nuovi apportati a questo portale.La porta in legno è maestosa , ripropone nei quadrati incorniciati il simbolo della scuola moglianese . l’eliotropo ( il girasole), in questo caso è stilizzato insieme alle foglie, posta al centro sia del girasole che nelle foglie , una croce ed una sfera . Dio Gesù e l’Umanità.

L’interno della chiesa è in stile barocco, con stucchi  e archi maestosi , un’unica navata molto ampia apre su un transetto maestoso sormontato da una cupola, attualmente i colori     sulla cromia del beige e dl bianco  danno un colore e una luminosità intensa con un gioco di chiaroscuri particolare. La mensa dell’altare  staccato dalla parete è in marmo bianco a due livelli con al  centro un tronetto sempre in marmo che da l’idea della facciata della chiesa. Bello e semplice come stile sono gli scrani del coro in legno di noce, che danno all’intera cromia della navata un contrasto pieno di calore, quello del legno . Sui lati della navata parecchie statue di santi incorniciate da volute e foglie d’acanto in stucco, maestose ed eleganti.

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