La politica ha fallito

La politica ha fallito. Ma non per gli scandali che quotidianamente subiamo, non per le marchette televisive, gli show ignoranti nei comizi, non per i gestacci che sempre più spesso vengono immortalati dai fotografi, non per l’uso dei social network al pari di agenzie stampa. No, la politica ha fallito perché non sa più prendere decisioni. La malattia è grave, e non riguarda la sola Italia o la sola Europa (basta vedere come Obama sia diventato un’anatra zoppa, cioè un presidente senza più la maggioranza della camera). Nessun politico sembra avere l’autorità di prendere una decisione e soprattutto mantenerla. Se non vogliamo guardare gli scempi della politica all’italiana ridotta ai minimi termine (o ai 140 caratteri!), guardiamo un po’ in Europa: il sogno europeo sta Leggi tutto l’articolo

Non è opportuno

Prima di andare a pranzo mi capita di leggere un articolo sul Fatto Quotidiano, che rimbalza nella mia Home di Facebook. Sobbalzo sulla sedia. Una mostra sulla Shoa annullata in provincia di Milano. Si tratterà sicuramente di antisemitismo. Meglio leggere.
“È diventato un caso la mostra “Shoah di ieri e shoah di oggi” organizzata dall’associazione Il filo della memoria, inizialmente patrocinata dal Comune. […] Il motivo? L’aver inserito nella stessa esposizione immagini dei campi di concentramento del secolo scorso e i disegni realizzati recentemente dai bambini palestinesi di Gaza.”
ASPETTA ASPETTA NON HO CAPITO! LEGGIAMO INSIEME:
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Nemico Comune

Tra i virus più o meno pericolosi che si sommano ai malanni stagionali, il più pericoloso di tutti è certamente l’accanita ricerca del “nemico comune”. I più attenti dei nostri lettori capiranno subito che è un antico e brutto vizio del genere umano che proverò a sintetizzare in poche righe.  Ogni qual volta una società attraversa un momento difficile dal quale non si vede la via d’uscita, le soluzioni razionali cedono il passo a quelle più istintive che spesso diventato crudeli e sanguinarie. Nel cervello umano scatta un automatismo che idealizza il passato visto come un bene idilliaco e demonizza il presente, cercando le soluzioni dei problemi attuali nei cambiamenti apportati alla società dal “nuovo” che ha corrotto il passato. Così senza farla lunga, Catone il Censore nel II secolo a.C. accusava i costumi greci, rei di aver reso i giovani romani troppo molli ed effeminati. Nella Roma imperiale si perseguitavano i cristiani perché considerati liberatori di schiavi. Nel Medioevo la peste nera era una maledizione Leggi tutto l’articolo

Non sono Stato io

No, meglio dirlo subito, non volevo parafrasare il titolo di una canzone di Caparezza, ma la frase “non sono Stato io” ce la sentiamo recapitare ogni giorno. Sarà il vicino che innaffiando le piante dal balcone ha allagato i tuoi panni stesi al sole, sarà il “pilota di Formula uno” che tagliandoti la strada nel traffico cittadino ti fa spallucce, o sarà Mazzarri che per giustificare le prestazioni pietose della sua Inter invoca la poca benevolenza di Giove Pluvio. Tutto finisce nel calderone dell’attitudine tutta italica a non assumersi le proprie responsabilità. La cosa dovrebbe finire qua, ma dato che siamo bravissimi a farci male da soli, abbiamo esportato questa nostra virtù anche in sfere più alte della società. Leggi tutto l’articolo

Una nuova campagna per Omocrazia

730328908_77149Giovedì 26 giugno, presso la Feltrinelli di Cosenza (Corso Mazzini, 86), Omocrazia, movimento per i diritti omosessuali, ha presentato la sua nuova campagna contro l’omofobia. Il movimento cosentino, fondato nel 2009 da giovani con grande passione e devozione nella battaglia contro le problematiche discriminatorie che vedono coinvolti gli omosessuali, ha dato vita alla “Pausa caffè”. In tutte le loro campagne, l’obiettivo è quello di divulgare e promuovere messaggi contro l’omofobia e di farlo con mezzi sempre differenti. Leggi tutto l’articolo

COOPERARE PER CAMBIARE

PONTE DELLE FRATTETra i vari pranzi e cene di questi giorni di festa così ravvicinati tra loro, mi è capitato di confrontarmi con varie persone su temi tra i più disparati; si è passati dal dibattito “euro si, euro no” fino al futuro della nostra Rogliano.

La riflessione verteva sempre su un termine: cooperazione. È una parola, si può dire, sconosciuta per il nostro bel paese, forse perché della valle del Savuto è la cittadina che più aspira al sentirsi città. Un paese è più portato alla cooperazione e a cercare di superare insieme le difficoltà. Rogliano purtroppo sembra ricordarsi della partecipazione viva alle attività comuni solo poche settimane all’anno, e mi viene in mente la “Passione”, già citata su queste pagine. Leggi tutto l’articolo