A Rugliànu un c’é nente!

Uno dei motti preferiti da ogni generazione di roglianesi ha sempre recitato così: “a Rugliànu un c’è nente!”.

Lo si è sempre sentito pronunciare tra le panchine della Villa, ai tavolini dei bar o facendo quattro passi tra un centro storico e l’altro.

Sinceramente non ho mai capito questo voler vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto, anche perché osservando bene, dovrebbe essere mezzo pieno, e forse anche qualcosina in più.

Dodici chiese, tra le quali un monumento nazionale (San Giorgio), una bella ed interessante storia secolare, due centri storici, le opere degli scalpellini, e cosa non di poco conto, il liceo “A. Guarasci”, da sempre piccola perla dell’istruzione pubblica calabrese.

Fino a pochi anni fa contribuivamo anche noi, con iniziative inerenti alla sfera socio-culturale (cineforum, estemporanee di pittura, concorsi di fotografia, concerti) nelle quali siamo stati impegnati per più di un quinquennio.

Da anni troviamo l’impegno dell’associazione Rublanum, intenta a rivalutare zone urbane attraverso la Street Art, nonché promotrice di eventi sociali ed enogastronomici come il Divino Savuto.

Oggi emerge a buon merito il grande lavoro svolto dall’Anir (associazione nazionale rocciatori), che capitanata da Bruno Sicilia va alla riscoperta dei sentieri percorsi dai nostri avi, e vi accompagna numerose comitive interessate alla storia del nostro territorio.

È storia più che recente il trionfo in quel di Napoli dell’orchestra sinfonica dell’I.C di Rogliano, diretta dal prof. Nardelli, e vincitrice del premio “Teatro San Carlo”.

Aggiungiamoci che sia l’Atletico Rogliano (promosso in Seconda categoria) che l’ASD Nuova Rogliano (in Promozione dopo 28 anni) hanno dato ampio lustro sul piano sportivo e rinvigorito l’intero clima paesano.

Senza dimenticare il Volley Rogliano (maschile e femminile), che da sempre si prodiga in ottimi campionati di categoria.

Insomma sembra che qualcosa ci sia, anche se (questo purtroppo è vero) è calata terribilmente la spinta commerciale.

Sono certo però che molti continueranno a dire che “a Rugliànu un c’è nente!”.

Sempre seduti alle panchine della Villa, ai tavolini dei bar o facendo quattro passi nel centro storico.

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4 commenti

  1. Purtroppo è stata la politica che ha spinto noi giovani a trovare lavoro fuori al nord , così il paese si è svuotato, grazie politica roglianese, mille grazie

  2. Giovanni Bernauudo

    mi permettete sono 72enne sono nato e mi vanto di risiedere e vivere a ROGLIANO .a ROGLIANO c’è la cordialità c’è la sodialita che al momento necessario siamo tutti pronti.cosa rucordate critici…voi posso ricordare chi è passato nella nostra comunità ?
    allora per non andare lontano:
    abbiamo avuto un sindaco di COSENZA.
    abbiamo avuto un presidente della provincia.abbiamo avuto un sindaco lungimirante poi diventato deputato al parlamento Italano.ritornando ci vantiamo di aver avuto il primo predidente della regione CALABRIA.
    il bicchiere è stato sempre +che mezzo pieno.
    ho altre cose , voglio essere Roglianese perché amo dove ho trascorso la mia infanzia.

  3. Purtroppo Rogliano io lo amo, è il paese dove sono nato,ma tutto questo lo ha voluto la politica che non ha creato posti di lavoro,e noi ragazzi abbiamo dovuto lasciare a malincuore il nostro amato paese

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