Questa non è la mia Rogliano

Sono diversi i motivi che ci portano lontano da casa, tra questi quello principale è il lavoro. Di solito chi va via, tende a denigrare ciò che ha lasciato, asserendo che gli altri posti siano più belli, più organizzati, più. Un po’ come quella famosa erba del vicino, che è sempre più verde.

Di solito ciò che pubblichiamo su queste pagine, viene considerato ed “etichettato” come polemica, visione controcorrente o cose simili. A mio avviso è soltanto il punto di vista di chi la pensa in modo differente e che non si arrende all’idea che le cose debbano procedere in direzione perduta.

Perciò nonostante ne sia lontano da un paio di anni, per me Rogliano continua ad essere il posto più bello del mondo, nel quale ritorno sempre ben volentieri. Un po’ come quei genitori per i quali i loro figli sono sempre i più belli, proprio perché loro figli. Per me Rogliano è così.

Mai però a mio avviso la mia, la nostra Rogliano è stata così povera. Povera di gente, di entusiasmo, di attività commerciali, di magia. Rogliano ha bellezza da vendere e ne ha sempre avuto, ma ciò che ho visto nelle trascorse festività natalizie mi ha profondamente intristito.

Tenere un paese dignitosamente significa dargli lustro e valore, e se di solito le colpe sono da dare in primis agli amministratori (che le loro colpe le hanno eccome), mi permetto di dire che non sempre è cosa giusta. Ognuno dovrebbe fare il suo, ognuno di noi, e se le istituzioni non si muovono o non dimostrano capacità adeguate, cosa si fa?

La mia Rogliano non porta i suoi amici a quattro zampe a defecare sui marciapiedi o per le strade del centro storico, senza premurarsi di raccoglierne le feci.

La mia Rogliano non parcheggia in terza fila o in curva, o lascia l’auto con noncuranza dovunque capiti intasando la circolazione in paese.

La mia Rogliano non butta a terra qualunque cosa si abbia in mano, senza curarsi dei cassonetti (quando sono) presenti.

La mia Rogliano è viva, mentre questa non lo è più.

Come si è potuti finire così in basso? L’emigrazione certo ha influito molto, ma le ragioni di questo depauperamento credo vadano ricercate anche e soprattutto altrove.

Puntare il dito verso le istituzioni o verso i compaesani serve a ben poco.

C’è bisogno di fare, creare iniziative volte all’abbellimento che vedano l’apporto di tutti, di chiunque tenga a cuore il nostro bel paese, del quale anche chi è lontano conserva sempre un ricordo importante.

Ne scrivevo già un po’ di tempo fa (Abbiamo ucciso Rogliano), mai pensando che avremmo potuto farlo sul serio. Le strade semivuote e la noncuranza che si respirava sembravano recitare proprio questa cantilena.

Oggi mi chiedo tristemente dove sia finita la mia Rogliano, o per meglio dire, dove finirà di questo passo?

LR

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