Solito, banale, genere umano

Leggendo “In To The Wild” mi sono imbattuto in una catastrofe marina che mi ha riportato hai giorni nostri. Mi spiego meglio.Mentre ero immerso nella lettura, lessi della catastrofe dell’ Exxon Valdez, una super petroliera dell’Exxon Mobil che il 24 marzo 1989 si incagliò in un’insenatura del golfo di Alaska. Dopo l’incidente la petroliera rilasciò in mare circa 50 milioni di litri di petrolio.
L’impatto ambientale fu tremendo, infatti morirono centinaia di migliaia tra uccelli marini e mammiferi vari e l’Exxon Mobil fu condannata in sede civile a circa un miliardo di dollari di risarcimento.
Questo mi riporta a tempi più recenti, quando a gennaio del 2018 una petroliera iraniana si scontrò con un mercantile di Hong Kong nel mar cinese.
Dopo la collisione la petroliera andò in fiamme e successivamente affondò con 136.000 tonnellate di petrolio ultraleggero.
Vittime di questo scontro furono tutti i 32 marinai a bordo della petroliera iraniana.
A meno di un anno sembra non sia successo niente.
Non se ne parla più.
L’impatto ambientale a breve e lungo termine sarà terribile, ma né telegiornali né televisione in generale ne parlano più, nessuno menziona questa catastrofe perché, beh, forse è meglio che non se ne parli, meglio lasciare andare, tanto la gente è troppo impegnata a seguire la Champions League, il campionato, canale cinque e tutta la spazzatura del mondo.
Troppo impegnata a perdere tempo sui social e ad apparire, cercare di essere perfetti a gli occhi dell’imperfezione, troppo impegnata ad annientare l’essenza dell’esistenza per vedere e preoccuparsi della realtà.
Si dice che una persona non capisca fino in fondo finché non sbatte la testa sull’errore, probabilmente l’umanità non ha mai preso abbastanza rincorsa.

Francesco Lionardi

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Or

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *