Ciao zio Venà

Quando qualcuno a cui vogliamo bene abbandona la vita, non è mai cosa facile da accettare. Troppo scontato darsi alla retorica “social”, troppo banale dare un semplice saluto via web (anche se a lui sono certo, avrebbe fatto piacere). Troppe cose sarebbero da non dire o da non fare. Tutte sciocchezze.

Zio Venanzio era una persona che amava la vita, stare a contatto con la gente, ed amava Rogliano, di cui era solito raccontare vecchie storie ed aneddoti.

Zio amava godere degli attimi e non esisteva barriera alcuna tra lui e il prossimo, sia che si trattasse di pari età, adolescenti, bambini o anziani: discorreva con tutti ed in modo piacevole.

Troppo “personale” dire che tutti coloro che ci lasciano sono i migliori. Zio aveva i suoi difetti, come del resto tutti noi, e poteva piacere o non piacere (io stesso avevo spesso con lui divergenze d’opinione che ci portavano a litigare), ma era diretto e non le mandava a dire, anche sbagliando. Perché zio poteva essere tante cose, ma di certo non una cattiva persona.

Troppo facile parlarne per me da nipote, così come sembrerebbe veramente scontato che io lo definisca una brava e semplice persona, un lavoratore, un padre, marito, zio affettuoso ed attento. Però lo era sul serio.

Che la terra ti sia lieve e che gli incontri, ovunque tu sia diretto non siano mai noiosi o banali. Mancherai molto, ma anche questo è veramente troppo doloroso ripeterlo (però lo faccio lo stesso).

P.S. : so che il tuo “mi piace” a questo articolo ci sarà comunque. Non chiedermi come, ma lo so.

Ciao zio Venà

Luca

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