U coperto

Ogni paese, cittadina, città custodisce nel proprio interno degli spazi sociali, com’era un tempo la piazza (o anticamente l’agorà), dove la gente si incontrava e si relazionava. Ognuno di questi luoghi portava una propria particolarità.

Se pensiamo a Rogliano, ci viene in mente per forza di cose la Villa, spazio sociale per eccellenza, che potremmo definire il più nazional-popolare del paese; ma entrando più nello specifico, ci torna sempre alla mente un luogo particolare, per molti ritenuto un posto da evitare (anche se il perché non lo ha mai capito nessuno), patria di drogati, mascalzoni, gente brutta, sporcaccioni. Anche se di tutto ciò lì non c’è mai stato nient’altro che la gioventù.

U coperto da vill’e sutta (lo spazio coperto della villa sottana) è stato lo spazio sociale per antonomasia di quasi ogni adolescente cresciuto tra gli anni Ottanta, Novanta e i primi anni Duemila. Villa sottana che differisce da quella “di sopra” per posizione e scopi d’uscita.

Sopra si passeggiava, ci si intratteneva in lunghe chiacchierate, ci si incontrava con un po’ tutto il paese. Sotto si ci andava per incontrare chi si desiderava, o per starsene tranquilli.

U coperto è sempre stato un luogo riservato, ma allo stesso tempo porto di mare, capace di accogliere gioventù di ogni genere. Luogo d’incontro e di divertimento, spesso ritrovo spontaneo di intere generazioni prive di punti fermi, di luoghi pubblici attrezzati a tale scopo. Luogo troppo spesso criticato e malvisto.

Perché la villa sottana è sempre stata anche meta prediletta di famigliole con a seguito pargoletti, da lasciare liberi a giocare nelle sere d’estate, oppure meta di relax per qualche anziana coppia desiderosa di gustarsi un buon gelato, o luogo di passeggio e di passaggio, dove si potevano incontrare giovanissimi fidanzatini e comitive di amici.

Luogo bello, u coperto (in foto), spazio da qualche anno rivalutato dagli amici dell’associazione “Rublanum”, dove da ragazzini qualunque fosse la stagione ci si sentiva “a casa”.

È così che spesso lo chiamavamo, negli interminabili pomeriggi autunnali, invernali, primaverili o estivi. Lì dove molto spesso trascorrevamo tanto tempo, divertendoci con poco e socializzando.

LR

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