Poca roba

Qualche sera addietro, guardare Rogliano attraverso Quinta Colonna è stata (forse) una delle peggiori esperienze della mia vita. In quella diretta c’era tutto quello che da anni proviamo a combattere, o magari lenire, purtroppo con scarsi esiti. Pochezza, tanta pochezza. Gli indagati oggetto di critica risponderanno a chi di dovere nelle dovute sedi. Se hanno sbagliato, è giusto che paghino. È più che giusto dare delle risposte a chi del loro servizio (pubblico) doveva usufruire e non poteva. Ma basta gogne. Perché nessuno è santo, ma soprattutto l’eccessivo giustizialismo non porta verità, ma la solita lotta tra poveri. E di poveri negli anni a venire ce ne saranno sempre di più, quindi forse è meglio concentrarsi sulle lotte. E magari farne di giuste e sacrosante:

  • rivendicando la presenza di plesso ospedaliero nel Savuto (non come chi ha provato invano a farci campagna elettorale in questi due anni).
  • chiedendo a chi di dovere delucidazioni in merito alla piscina/campo sportivo eterna promessa elettorale.
  • pretendendo ad alta voce la presenza di una Pro Loco degna di questo nome, possibilmente non gestita da pagliacci.
  • rilanciando le scuole presenti nel territorio, da sempre fiore all’occhiello della nostra zona, ora fortemente degradate (a vantaggio di chi?)

La vicenda dell’Asp è si vergognosa e mortificante, ma se si pensa alle falle che da tempo riempiono ogni angolo del nostro comprensorio, notiamo come ci sarebbe molto ancora da dire.

Potremmo fare Turismo (abbiamo dodici chiese e due centri storici), ma non lo facciamo. Potremmo fare Cultura, ma “deleghiamo”.

Potremmo promuovere socialità e rispetto del terirorio, ma preferiamo stare ognuno per i fatti nostri.
Potremmo insomma, ma non facciamo.

Ciò che ho fortemente compreso in questi anni di militanza socio-culturale nel mio bellissimo paese, è che esso non si ritrova in condizioni del genere per colpe altrui, ma perché patria di indifferenti. Tutti pronti a dare addosso ai “furbetti del cartellino”, non di certo un bell’esempio di serietà professionale, ma tutti muti e pronti a cambiare discorso quando si tratta di denunciare questioni sociali annose ed impellenti.

Ecco questo è quello che un po’ di sere addietro ho visto attraverso le telecamere di Quinta Colonna, programma per giunta che mai mi sarei aspettato di seguire (perché “per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare quei programmi demenziali con tribune elettorali”). Le solite persone sbagliate ai posti sbagliati, le solite persone giuste ai posti sbagliati (a casa). Per il resto poca roba. Ci manca soltanto che allo svincolo autostradale scrivano MANGONE – GRIMALDI e state sicuri che per cagarci di nuovo qualcuno, la vicenda dei furbetti del tesserino ce la dovremo organizzare ad hoc e più grossa.

Luca Rota

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