(in)Dipendenti

Plaudere al passaggio dello spazzaneve o dei mezzi spargisale come se fosse qualcosa di straordinario (ed in parte lo è), equivale a lodare un dipendente pubblico per il semplice fatto di essersi recato in ufficio. È dovere di un’amministrazione rendere fruibili strade e marciapiedi in caso di neve (e di ghiaccio). Non è un favore gentilmente elargito verso la comunità. Un po’ come ringraziare un insegnante perché la mattina fa lezione, o un operatore ecologico perché ha ramazzato le strade, o ancora un paramedico perché si è precipitato non appena ricevuta la chiamata di soccorso. Credo che dovremmo sempre distinguere ciò che è dovuto da ciò che è straordinario. E penso anche che bisognerebbe smetterla di salire su questo o su quel carro a seconda del vincitore (come chi in campagna elettorale ha sostenuto tutte e tre le liste), o quantomeno evitando di ergersi a paladini della giustizia dopo decenni di favoritismi ricevuti a iosa. Tanto i posti sono finiti, e gli unici disponibili se li terranno fissi per altri cinque anni. Nel frattempo domandiamoci perché un paese come il nostro sia potuto finire così in basso nel giro di vent’anni, e dandoci una risposta quantomeno sincera iniziamo a fare qualcosa. Possibilmente non le solite cagate ripetute annualmente, basta con le solite minestre. Forse meritiamo di più e di meglio? Perché mai dimenticare che soprattutto chi gestisce la Cosa Pubblica è un dipendente. Lo è di tutti quelli che va ad amministrare. Perché il Bene Comune non si chiama così per puro caso: è di tutti. Dipendenti o non. Esistono realtà, vicine e lontane a noi, che funzionano egregiamente anche essendo più piccole e più disagiate in quanto a collocazione territoriale. Credo che dovremmo prenderne esempio, o in alternativa continuare a morire lentamente.

Luca Rota

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Or

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *