No e basta!

noAi tempi dei romani succedeva spesso che, quando questi ultimi si avvicinavano ai confini del mondo germanico, le popolazioni che abitavano oltre confine, di solito impegnate a farsi la guerra, stringessero alleanze temporanee col fine unico di ricacciare indietro l’arrogante nemico latino. Poi a conflitto terminato, si ritornava alla routine quotidiana, ci si scannava tra “intimi”, almeno fino alla successiva proposta bellica romana. Quello che succede in questi giorni sul fronte del No al referendum del 4 Dicembre, sembra riproporre uno scenario simile, anche se molto, ma molto più pietoso (dati i protagonisti in campo). Fini, D’Alema, De Mita, Brunetta, Gasparri, Di Battista, Quagliariello, Ingroia, qualche leghista e qualche fascistoide tutti insieme, tutti nelle stesse sedi, tutti contro la riforma costituzionale, tutti a braccetto, tutti uniti. Che si sarebbe finiti in questo modo, forse lo si poteva persino sospettare, ma credo che solo sull’ultima cosa si possa concordare: il NO alla proposta di riforma costituzionale, formulata da un governo eletto da nessuno, e al servizio di chi da questi cambiamenti ne gioverebbe. Solo una cosa però: non mettiamoci a fare il tifo per questa squadraccia (quella degli oppositori). D’Alema e De Mita (due a caso) non possono diventare delle buone personalità politiche solo perché osteggiano Renzi. Sono solo due che osteggiano (giustamente) uno come Renzi, non due eroi, né due probi servitori dello Stato. Essi non sono personalità politiche da lodare, per ovvi motivi. Non avrebbe senso farlo, né con loro due, né con gli altri sopracitati, dati i loro curriculum e le loro storie (politiche e non). Siamo seri, votiamo No e basta!

Luca Rota

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