Selfie

indexCredo fermamente che la tecnologia sia cosa buona e giusta, perché ha ridotto le distanze e ha permesso ai più di avere accesso ad informazioni e tanto altro, con una velocità immane. La tecnologia ci ha migliorato la vita. Ma ciò che per alcuni è considerato progresso, per altri risulta invece essere regresso. O magari è soltanto uno specchio ‘innovativo’ nel quale ci si specchia a turno, e che differentemente da altre ere, ci dice in istantanea chi siamo (sulla home del social di turno). Spesso mi domando e dico: che bisogno c’è di pubblicare continuamente foto in cui stiamo facendo qualcosa? Sia che si tratti di un’udienza del Papa, che di un bacio al proprio fidanzato, che di una mangiata in compagnia di amici. Lo chiedo giusto a titolo informativo, e mi piacerebbe sapere “che bisogno c’è?”. Di sicuro emerge in noi quella voglia di far vedere al resto del mondo quello che stiamo facendo. Perché il Grande fratello ci piace personalizzarlo e miniaturizzarlo ad hoc, per poi mostrarlo in diretta agli “amici” e suscitare in loro sentimenti quali l’invidia, l’ammirazione, e chi più ne ha più ne metta. O ancora quel fotografare ciò che ci si appresta a mangiare, quello scrivere dove ci si trova in quel preciso istante, e tanta altra roba del genere. Di certo i social hanno agevolato il lavoro di servizi segreti e sette religiose di ogni tipo (romane e non) nel controllarci e comprendere i nostri “bisogni e “desideri”. Perché anche ogni selfie che facciamo ci dice chi siamo. Ed ogni selfie ha un suo valore. Ecco perché la maggior parte di quelli che si trovano in giro per le home del mondo, sono preoccupanti. Perché Zuckerberg, la Cia, il Sisde, il Sismi e le sette religiose (romane e non) non sono affatto scemi. Noi si.

Luca Rota

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Or

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *