Misar si, Misar no

indexA me questo Misar piace. Sarà perché in piazza Morelli e Corso Umberto I, sono nato e cresciuto; sarà perché l’arte mi appassiona da sempre; sarà perché trovo sia un’iniziativa che valorizza ed abbellisce il luogo dove tuttora vivo. Di certo la collocazione di qualche opera non è proprio perfetta (a mio avviso s’intende), ma per il resto non vedo quale problema crei questo museo all’aperto ai miei cari compaesani. Di colpo tutti diventano critici d’arte, ingegneri, tecnici, architetti ed esperti del settore. Un po’ come succede con la partite di calcio, dove ognuno si sente ct. Dire la propria aprendo un dibattito è giustissimo, ma cosa ancora più giusta è analizzare il discorso che si è intrapreso, stando attenti ed esprimendosi con modi ‘educati’ sui tema in questione. L’arte serve proprio a questo, a far dialogare, pensare, riflettere, aprire la mente. Altra cosa è criticare senza tregua. Ci capita spesso di confondere la polemica con il suo esatto contrario, il confronto. Quando un cittadino dice la sua e la espone ad altri cittadini, ebbene quello è confronto; roba costruttiva, che lascia libera espressione a chi non la penserà nello stesso modo, e che darà lo stesso peso alle tesi discordanti. È sempre cosa buona e giusta dire la propria su ciò che riguarda la ‘cosa pubblica’, e risulterà sbagliato essere per forza di cose ‘sempre contrari’. Ma si sa, ognuno è fatto a modo proprio. Penso che questo Misar sia una delle poche cose che possano spingere un individuo esterno alla realtà paesana, a visitare Rogliano. Il Misar da un tocco di fascino notturno a Corso Umberto I (anche se le luci abbagliano un po’ quando ci si passa a fianco), e lo rende meta rinvigorita e da riscoprire. Se poi si prendesse in considerazione (magari la prossima amministrazione comunale) l’idea di rifare la pavimentazione, questa sarebbe cosa ancora più buona e giusta. Comunque a me questo Misar piace, e non dispiace affatto. Che sia consuetudine paesana (non solo roglianese) quella di etichettare come pericoloso e inattuale, chiunque provi a fare qualcosa di costruttivo, lo sappiamo bene. Ogni portatore di novità in un luogo statico e apatico, viene visto come ‘diverso’. Qui ci si accontenta di boccheggiare, e non ci si premura di creare alcuna prospettiva futura. Ciò si evince benissimo osservando come si è ridotto in questo ultimo ventennio, quello che un tempo era il paese principe della valle del Savuto, col suo centro storico da far invidia a qualunque altro comprensorio, con i suoi enormi spazi sociali inutilizzati. Non me ne voliate, ma le colpe cari signori miei compaesani, sono da dividere tra noi tutti: “votati”, “votanti”, commercianti e cittadini tutti. Ma c’è sempre tempo per rimediare, e questa (magari) rappresenta un’occasione dalla quale ripartire. Anche per questo motivo questo Misar mi piace. Perché (magari) non sarà né spettacolare, né interstellare, ma è un qualcosa che contribuisce a rendere migliore questo luogo (in cui vivo), e se possibile anche le persone che lo abitano. L’arte (che io sappia) non ha mai fatto male a nessuno. Nonostante le polemiche ‘paesane’, mi è capitato di ascoltare tra le passeggiate notturne dibattiti nei quali, si commentavano le opere, e nei discorsi di ognuno, emergeva quella preferita. Se non è dibattito positivo questo.. Che poi qualcuna (tipo quelle nei vicoli VII, IX e XI) sia d’intralcio al passaggio di un’eventuale barella, o allo svolgimento di un trasloco, su questo non ci piove, anzi spero si faccia in modo di risistemarle in futuro. E comunque meglio le statue (piacenti o non) delle auto parcheggiate in malo modo e senza rispetto. Perché questo Corso era pur sempre luogo importante di commercio, sempre affollato, dove da bambini mentre si passava in bici, si doveva stare attenti a non urtare i passanti, dove c’era sempre poco spazio per fare impennate e virtuosismi sulle due ruote, dove non esistevano apatia e lassismo. Oggi invece ci si potrebbe passare ad occhi chiusi alla guida di un furgone, senza paura di investire anima viva. Credo non ci fosse luogo migliore di corso Umberto I per l’esordio di un’iniziativa come il Misar, proprio perché patria e cuore pulsante del centro storico roglianese. Magari le prossime edizioni privilegeranno la Villa Comunale e altri bei luoghi del paese, come suggerito da alcuni. Tempo al tempo. Dire la propria su questo Misar rappresenta una forma di confronto, l’espressione di un’opinione, qualcosa di costruttivo. Fare polemica è un’altra cosa, quasi mai costruttiva. E comunque, voi dite quel che vi pare, ma a me questo Misar piace, e parecchio.

Luca Rota

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Or

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *