Io non mi ‘appassiono’ più

cristo-reAnche un viaggio di duemila miglia inizia sempre con un passo, sosteneva secoli orsono il saggio Lao Tzu in una delle sue massime. E se codesto viaggio ha come scopo quello di migliorare le condizioni di vita della propria comunità, sarebbe da stupidi mettere lo sgambetto o spintonare chi quel passo si appresta a farlo. Solo una cosa vogliamo premettere. Non amiamo essere prolissi e poco comprensibili. E soprattutto (ma questo lo diranno i lettori) se c’è una cosa che ci preme sul serio, è fare notizia e dare la nostra opinione (non come le “testate” già presenti in loco) in modo serio e non (a livello partitico s’intende) di parte. Insomma ci prendiamo “il lusso” (per molti lo sarebbe) di dire la verità, o ciò che crediamo possa esserlo, con conseguenti risposte da parte dei diretti interessati che pubblicheremo con piacere, per il giusto diritto di replica, su questo stesso foglio se chi di dovere, volesse ribattere a ciò che ci apprestiamo a scrivere. Questo è, e sarà valido per tutti coloro che si sentiranno attaccati e/o chiamati in causa da ciò che emerge da queste pagine libere e senza padroni (l’unico nostro padrone è rappresentato da noi stessi). Noi non ci “appassioniamo” più, anche se molti di noi non l’hanno fatto mai, perché siamo stanchi della ridondanza di alcuni eventi. Sempre le stesse cose, sempre le stesse persone in cerca di “gloria” e di “consensi” (elettorali e non), sempre gli stessi “interessi”, sempre la stessa storia (cattolica). Insomma spiegateci un po’ voi (chi ha una mente propria s’intende) come si fa ad appassionarsi ad un “business” gestito sempre dalla stessa “cricca”, finanziato con i soldi pubblici, e soprattutto ripetente da quasi dieci anni (per un lungo periodo non venne riproposto, begli anni quelli) la stessa storiella riguardante l’umanità e colui che avrebbe dovuto salvarla. Codesti “intellettuali illuminati dalla fede” si sono persino concessi il lusso di chiamare Rogliano, “Città della Passione di Cristo”! Non vorremmo sembrare professorali o quant’altro, ma andrebbe spiegato loro per prima cosa che Rogliano non è una città. E sia ben chiaro che non è la fede religiosa ad essere chiamata in causa, proprio perché trattandosi di argomento spirituale, ognuno è libero (al pari della fede politica) di avere la propria. Ciò che sindachiamo è la quasi prepotente egemonia “culturale” che questo “pensiero” (?) politico-religioso esercita in questo paese (perché Rogliano è un paese). Non si sprecano (soprattutto chi dovrebbe farlo) due parole quando si tratta di iniziative culturali organizzate senza chiedere soldi pubblici, e senza “appoggi” assessoriali come le nostre, mentre per la “Passione” si mobilitano persone che tutto ad un tratto scoprono di voler un gran bene a questo comprensorio! Saranno le sofferenze di Cristo a suscitare tali sentimenti in codesti Barabba 2.0? Si sa che dire certe cose rende impopolari, soprattutto in un paese come il nostro, dove tutti si conoscono e tutti “dovrebbero” portarsi rispetto. Ma il rispetto è tutt’altra cosa e prima di esigerlo, lo si dovrebbe dare e in modo sincero. Poi non a caso poi si scopre che anche tra un’ultima cena e l’altra c’è chi litiga per questo o quell’altro. Vox populi avrebbero detto i latini. “Vuci e paise” diciamo noi, in roglianese corrente. Ma qui essendo noi esterni e poco “appassionati” (soprattutto ai “denari sacri”) diciamo che ognuno risponde alla propria di coscienza, e soprattutto se credente, un giorno o l’altro dovrà risponderne a chi di dovere, o no? Resta il fatto che noi non abbiamo nulla contro la rappresentazione scenica della Passione di Cristo, né contro qualsiasi altra iniziativa in cui si adopera la parte catto-perbenista roglianese. Chiediamo solo pari trattamento e magari per questa Estate, di non trovare già alla prima riunione per le creazione del calendario delle attività di Agosto, le solite tre o quattro date già prenotate “di diritto” dalla parrocchia di turno. Perché qualcuno dovrebbe ricordarsi che anche se la nostra epoca non rappresenta certo il fior fiore del Rinascimento, il Medioevo è finito da un pezzo. La Chiesa pensi alle anime (che non ci sembra siano così pure e candide) e un po’ di meno ai propri affari “elett(ivi)orali”. Noi di LiberalAmente siamo sempre a favore di codeste iniziative, a patto però che ci sia uguaglianza e pari opportunità per tutti. Ma naturalmente questo è, e resta il nostro umile e critico pensiero. Perché come sosteneva il saggio Cicerone, “non si può discutere senza criticare”; vi pare? Ah un’ultima cosa. L’anno prossimo magari per variare un po’, perché non evitate che lo uccidano quel pover’uomo? In fondo era uno a posto e con gli ideali di un vero uomo probo. Sarà per questo che vi piace l’idea di mandarlo a morire anno dopo anno? Noi comunque tifiamo sempre per lui, sperando che per una volta a finire in croce ci vada Barabba.

Luca Rota

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