Civico (in che) senso?

indexSenso civico, rispetto per il luogo in cui si vie insieme agli altri, Educazione civica. Fino a pochi anni fa ce la insegnavano a casa. A scuola era ‘soltanto’ una materia, quindi spesso osteggiata; un po’ come se al liceo una materia ve la ‘insegnava’ una capra (ci scusi la capra), mentre superati i vent’anni vi siete riscoperti amanti esagerati di questa materia. L’unica colpa della materia era quella di essere ‘materia di studio’ (e dello Stato di abilitare le capre ad insegnarla). Perché le materie (o le cose) spesso le insegna chi non le conosce, o persino chi le ignora. Basterebbe condividere quello che si sa, ed accogliere il sapere altrui. Insegnare è cosa ardua, spesso non serve. Dare l’esempio, ecco quello che necessiterebbe alle generazioni che si susseguono. Quando andavo alle elementari, non appena ci si comportava male, le insegnanti ci dicevano: “A casa tua ti comporti così? Butti le carte per terra? Rispondi in malo modo? Bene, appena arrivano i tuoi genitori glielo chiederò”. Ed appena arrivavano i genitori, le cose non si mettevano benissimo per noi. Il tutto per insegnarci il rispetto dei luoghi attraverso una metafora che riconducesse a qualcosa di familiare. Comportati in giro, come ti comporteresti a casa tua. Poi se magari c’era qualcuno tra noi, che a casa sua si comportava davvero in quel modo, beh povero lui. Il compito di un insegnante è quello di ‘insegnare’, ad educare dovrebbe pensarci la famiglia. Cosa che oggi non avviene. Una società maleducata, non ha margini di miglioramento, non capirà mai come progredire, e soprattutto non saprà mai disobbedire. Perché per farlo bene, bisogna conoscere cos’è l’obbedienza. E quella, anche se non cieca, si deve soltanto ai genitori, le uniche persone che si farebbero fare a pezzi pur di aiutarci. Siamo maleducati, lo siamo soprattutto ‘civicamente’, per questo va tutto allo sfascio. E siamo anche ignoranti, perché non ricordiamo più che la ‘civitas’ (città) è il luogo dove abitano i ‘civis’. E quelli, che oggi chiamiamo comunemente ‘cittadini’, siamo noi. Siamo maleducati nei nostri confronti, per questo ci ritroveremo a vivere male, e lasceremo alle generazioni future un mondo penoso. Questo articolo tratta di un moralismo becero e qualunquista? (diranno i pochi lettori di questo blog). No, questo articolo è un invito alla disobbedienza, a non obbedire al ‘maleducato civico’ che vive in noi. Senso civico? In che senso?

Luca Rota

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