Abbiamo ucciso Rogliano

ucciso roglianoDomanda. Se non ho un soldo in tasca, vesto male, mangio male, dormo male e non sorrido mai, di chi è la colpa? Se casa mia è un luogo sporco, buio, arido, dove tutti fanno quello che vogliono, un posto senza interessi, vuoto ed insulso, del quale non sono affatto felice, di chi è la colpa? Di certo sarà mia (anche se magari non interamente) perché sempre di casa mia si tratterà. I luoghi (fino a prova contraria) sono composti dalle persone che li vivono. Se un luogo è brutto, lo è perché sono brutte le persone che lo vivono. Rogliano di certo non l’hanno rovinata chi ha premuto per la chiusura dell’ospedale, o chi ha appoggiato l’apertura delle Scuole medie in quel di Piano Lago, e nemmeno chi ha favorito l’apertura di centri commerciali e ipermercati sempre nei pressi dello svincolo autostradale, o infine, chi ha optato per l’apertura di locali notturni tra Mangone e Belsito. Quelli hanno soltanto contribuito ad affossarne l’apparato economico, ma questo si chiama commercio, business, o come vi pare, ed è lecito. Perché va bene che l’economia la muovono i soldi (e chi se no), ma una strada (perché Piano Lago è una strada) non può fare concorrenza ad un paese munito di bellezze enormi e di spazi sociali sublimi com’è Rogliano. La colpa della decadenza che affligge il nostro paese ha radici lontane, ed è a mio avviso da ricercare dentro di noi. Perché siamo noi il paese. Tutti noi siamo Rogliano. Negli ultimi vent’anni nessuno ha fatto nulla per migliorare il luogo in cui viviamo, e cosa gravissima, si è fatto a gara per peggiorarlo. Un paese come il nostro dovrebbe essere meta turistica di alti livelli, un borgo antico dalla storia affascinante e dalle bellezze artistiche inestimabili. Un punto strategico, che dista venti minuti dalla Sila, dal mare, dalla città, e mezz’ora dall’aeroporto. Un posto bello da anni ormai declassato a semplice paese dormitorio. Un borgo, ecco cosa diventerà con altri cinque o dieci anni di politiche sconsiderate e menefreghiste. Soltanto pochi anni fa, di sabato nella villa comunale non si trovava una panchina libera dopo le 17, e soprattutto via A. Guarasci e corso Umberto I erano pieni zeppi di gente, per la maggiore proveniente dai paesi limitrofi. Oggi invece vige l’apatia, il deserto, l’auto compatimento. Va bene l’evoluzione (o involuzione?) societaria, va bene che i social e quant’altro hanno reso ‘asocial’ la popolazione, e va bene anche che magari ci si è rotti le palle di passeggiare in villa: ma il vero problema, a mio avviso, è che si vive un disagio, una condizione perenne di mala-società che ci porta ad isolarci e a non voler in alcun modo partecipare alla vita sociale del nostro paese. Rogliano oggi è come un malato in coma, che mantiene la speranza (date le enormi potenzialità e gli spazi sociali presenti nel suo territorio) di riprendersi e ritornare ciò che era. Rogliano siamo noi, e se esso muore, muore anche una parte di noi. E la colpa di tutto ciò sarà nient’altro che nostra. Perché siamo noi che scegliamo chi debba andare ad amministrarci, e siamo sempre noi che ce ne freghiamo di come viene gestita la cosa pubblica, e siamo sempre noi a perpetrare diseducazione civica e sociale per le strade, dove ognuno fa quel che cazzo gli pare. Inutili i continui lamenti sul perché in giro non c’è nulla, o sulla scarsa amministrazione (non) effettuata dall’assessore di turno, o sulla povertà economica che subiscono le attività commerciali, o su quant’altro ancora ci andrà di lamentarci. Credo che bisognerebbe indignarsi verso chi dovrebbe fare, ma non fa. In primis indigniamoci con noi stessi. Se viviamo in un paese fantasma, forse dovremmo ogni tanto domandarcene il perché. O magari siamo diventati anche noi dei fantasmi, e non ce ne accorgiamo. Rogliano l’abbiamo ucciso noi tutte quelle volte che ci siamo voltati dall’altra parte facendo finta che le sue sorti non ci riguardassero, tutte quelle volte che abbiamo delegato a gestirne le sorti gente indegna, o tutte quelle volte che non ci siamo curati di dargli la giusta importanza. Rogliano avrebbe ancora tanto da dire, nonostante oggi lo si ritrovi paese vuoto e dominato da apatia e lassismo. Sta a noi dargli la parola.

P.S. : Manca meno di un anno alla tornata elettorale, e già si scorgono i primi “candidabili” passare per le strade a fare propaganda. Domanda (so che rompo il cazzo con ‘ste domande, ma vanno fatte). Chi ha mai visto questa gente? Cosa ha mai fatto questa gente per il nostro paese? Anzi.. se proprio andiamo a guardare bene, c’è chi ha ricoperto (e ricopre tutt’ora) ruoli in modo indegno ed inoperoso, ed ha la faccia di presentarsi sotto veste nuova. Mi raccomando, votiamoli.

Luca Rota

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Un commento

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