Musica..

musica...“Libera la mente, cazzo è arte, e insisti, conta se vivi non se esisti, fai quello che senti anche se hai tutti testi tristi…”. Vivere 23 ore al giorno con la musica in testa o nelle cuffie, non so chi faccia lo stesso, ascoltare e riascoltare cento volte ancora quelle canzoni che hanno un certo significato e dalle quali (continuando ad ascoltarle) escono fuori sfumature sempre diverse. Sentire quelle frasi che sembra parlino di te, incise su basi che sembra siano il tuo ambiente naturale.
Musica come luogo sicuro, musica come via d’uscita. Musica come solitudine. Insomma musica, che accompagna sempre e comunque. Magari anche scriverla e comporla, non solo ascoltarla. Comunque sempre uno sfogo resta.
I momenti migliori si ricordano per le cantate a squarciagola, stonando e gridando il più possibile, perché urlare quelle frasi è come liberarsi da catene, o magari soltanto pensarle quelle parole, solo per darsi la carica. I canti intonati dagli afroamericani nei campi di cotone per sentirsi liberi da uno stato di schiavitù disumana, così facendo crearono un seme: quel seme era il blues, che si ramificò in cento diversi generi musicali. Non riesco ad immaginare un mondo senza musica, un mondo dove non esista l’idea di musica, perché in fondo è il “linguaggio universale”, una scusa per fare amicizia, per discutere in modo costruttivo, per confrontarsi, per distrarsi, per staccare dal mondo. Insomma musica come modo di vivere.

Francesco Lionardi

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