Non è opportuno

Prima di andare a pranzo mi capita di leggere un articolo sul Fatto Quotidiano, che rimbalza nella mia Home di Facebook. Sobbalzo sulla sedia. Una mostra sulla Shoa annullata in provincia di Milano. Si tratterà sicuramente di antisemitismo. Meglio leggere.
“È diventato un caso la mostra “Shoah di ieri e shoah di oggi” organizzata dall’associazione Il filo della memoria, inizialmente patrocinata dal Comune. […] Il motivo? L’aver inserito nella stessa esposizione immagini dei campi di concentramento del secolo scorso e i disegni realizzati recentemente dai bambini palestinesi di Gaza.”
ASPETTA ASPETTA NON HO CAPITO! LEGGIAMO INSIEME:
“Sono scossa, ho la casella di posta intasata da messaggi di odio nei miei confronti, e i destinatari non sono solo di Magenta. Non pensavamo di offendere mostrando sia i volti dei bambini del campo di concentramento di Terezin che i volti dei bambini del campo profughi Jenin: in entrambe le situazioni i diritti sono negati. Basta guardare i loro disegni per capire come i bambini, ebrei e palestinesi, hanno gli stessi sogni”.

In una mostra per il Giorno della Memoria, organizzata nel comune di Magenta (Mi), la curatrice della mostra, Manuela, pensa di inserire oltre ai disegni dei bimbi ebrei durante la prigionia nel ghetto, anche i disegni dei bimbi palestinesi  ammassati nel campo profughi di Jenin. E chi si è ribellato? penserete la comunità palestinese, qualche squilibrato di fede musulmana avrà lanciato un’invettiva su internet, qualche video sarà apparso con sigla Isis minacciando di tagliare la testa per questo affronto. E INVECE NO! Si è ribellata la comunità ebraica! Perché?

 “la comunità ebraica si è rattristata del parallelismo nel giorno dedicato proprio agli ebrei. Promuovere quella mostra è stato un grave errore, ci scusiamo eliminandola dal programma. Parlare dei bambini palestinesi il 27 gennaio non è opportuno in quanto è un dramma diverso dal punto di vista storico e di dimensione”.

Così commenta il vicesindaco di Magenta.”Non è opportuno”. Non è opportuno parlare di Gaza. Non è
opportuno parlare di tutte le vittime palestinesi dal 1945 a oggi. Non è opportuno perché sono terroristi. Non è opportuno perché se non erano terroristi di certo appoggiavano le azione terroriste. Non è opportuno perché se anche si fosse bombardata una scuola, andate tranquilli si va su sicuro, c’erano dei terroristi nascosti all’interno. Non è opportuno parlare di Hebron, Gerico, dei territori occupati. Non è opportuno parlare di campi profughi in Libano, in Giordania, del valico di Rafah, del muro costruito per “controllare” meglio i palestinesi. Non è opportuno parlare dell’embargo a cui periodicamente è sottoposta la Striscia di Gaza. Non è opportuno far conoscere la voce di un popolo che ha perso la dignità e la libertà. Non è opportuno far vedere i sogni di bambini che hanno l’unica colpa di vivere in territori che 2000 anni fa appartenevano a gente di fede diversa.
Vorrei vederla questa mostra, vorrei ammirare i colori di chi vive sempre in guerra da quando è nato. Vorrei ma non è opportuno.
Mi è passata la fame.

Diego Alessio

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