Dossi e paradossi

dossi1Perdo molto del mio tempo tra le strade di questo paesino di una regione depredata, trascurata, dimenticata perfino da chi ci vive. Vivo la strada da sempre, la vivo a piedi, in auto o sul sellino della mia vecchia mountain-bike da dove tutto scorre più nitido e chiaro. Lo faccio per rilassarmi, per riflettere e mettere ordine ai miei pensieri; lo faccio perchè ho bisogno di una boccata d’aria, per capire come cambia la mia Rogliano, per incontrare le persone. Io,queste strade, le percorro per meditare, per pensare in pace ai fatti miei. Giorni fa ero in bici, su quella che per noi è una pista ciclabile, a “pedalare i miei pensieri” tra i bisogni dei cani sparsi un po ovunque e i rifiuti di chi è troppo impegnato per buttare negli appositi cestini la carta di un gelato. Ad un certo punto della “ciclo-strada” i miei pensieri si bloccano. Ecco che mi ritrovo difronte e a tutta velocità, la vettura di un autista calatosi nei panni di un famoso professionista di rally; peccato però che la gara non era ufficiale e la strada aperta al normale traffico. Curva stretta a destra, due ruote oltrepassano il limite-invalicabile-dell’asfalto che diventa di cemento rosa, l’auto disegna una traiettoria sempre più stretta, non decellera–deve fare il miglior tempo-mi vedo incapace di prendere una decisione, stringo i freni con più forza possibile, mi blocco, lui allarga la traiettoria all’ultimo istante ed evitiamo così che la sua gara finisca in quella curva (insieme alle mie passeggiate). Il solito idiota: dichiaro tutta la mia insofferenza per questi “piloti”, questi imbecilli che nel paradosso di evitare un dosso quasi ti finiscono ad-dosso.

Ma allora questi grossi cordoni in plastica gialla e nera, impiantati con decisione e prepotenza sulla nostra circonvallazione a cosa servono? Quale strano messaggio voglio infondere a chi è costretto a fare questa strada?Di certo non quello di invogliare l’autista a fare lo slalom tra strada e pista ciclabile, tra pista ciclabile e pedone..e no!per chi ancora non l’avesse capito, il dosso non è un gioco a punti, non si vince niente ad evitarli con manovre pazzesche e impossibili, non si prendono  cento punti  ogni volta che si investitono-rompendoli-i paletti catarifrangente (installati successivamente ai dossi proprio per non invadere la parte ciclabile); non ci si guadagna niente, in termini di salute delle sospensioni, se con due ruote si evitano, invadendo spazi proibiti,e con le altre due si ci passa sopra a tutta birra!

Sia ben chiaro che anch’io, come tutti del resto, odio il dosso artificiale, rivelazione di una mentalità soffocante, da regime, che ti obbliga a sobbalzi, cigolii, rumoracci, tamponamenti, bestemmie e il tutto solo per rallentare il traffico. Anche a me danno la sensazione di essere prigioniero di un sistema di regole futili e false,di prescrizioni e divieti ottusi. Gli inglesi li chiamano “sleeping policeman”, poliziotto che dorme. Per gli americani, inventori di questi dissuasori, sono i “bumpside”. Comunque li vogliamo chiamare sono convinto che dappertutto rimangono qualcosa che ci rende la vita più difficile. Che poi, per noi roglianesi è tutto un percorso ad ostacoli, le strade sembrano scrupolosamente bombardate, i crateri della luna!! Personalmente, davanti a questo scempio ho davvero sensazioni di barbaro disgusto, reazioni di rabbia, ribellioni spontanee e agorafobiche. Mi viene voglia di smontarli, di strapparli a mano da quel manto stradale già così disconnesso e irrazionale. È davvero dura lottare contro lo sfacelo delle strade roglianesi pieno di buche, di percorsi sbriciolati e dossi.

Ma(c’è sempre un MA!), è sicuramente preferibile accettare la realtà bump-roglianese per evitare di incappare in situazioni tragiche. Mi riferisco a quelli che ancora oggi non accettano questa segnaletica brutale, che ogni giorno mettono in pericolo qualcuno o qualcosa pur di salvare la sospensione da uno scossone, smettetela di fare rally per le strade di Rogliano! Questi argini di gomma servono a farvi capire che siete entrati in una zona delicata, servono a dissuardervi dal pigiare con forza il piede sul pedale dell’acceleratore onde evitare tragedie. È una zona frequentata da bambini e giovani, è uno spazio sociale dove ci si ritrova a scambiare due chiacchiere tra amichetti o fare due passi per raggiungere la propria scuola,e le sere d’estate poi..le sere d’estate si trasforma nella nuova passeggiata roglianese. Per cui, miei bravi piloti, smettete d’inventarvi continuamente nuovi metodi per evitare un cordone di plastica che nulla può contro le vostre belle auto. È ,in fondo, un’installazione che ci dà l’opportunità di essere cittadini modello almeno in automobile. Allora, illudiamoci pure di vivere quando siamo al volante delle nostre auto con una certa disciplina civica, in cambio della sicurezza e dell’integrità di chi vuole vivere il luogo a passi o pedalate.

E se vi sentiste omini che guidano al rallentatore allora fate della famosa frase, “vivo la mia vita ad un quarto di miglio alla volta. Non m’importa di niente. Per quei dieci secondi io sono libero”, la vostra  filosofia.

Giovanni Succurro

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